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Verniciare il rullante: acqua o solvente? L’esperienza di Inima

 
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In queste righe proviamo ad approfondire il discorso legato alla verniciatura e alla finitura dei rullanti artigianali Inima, in particolar modo rispetto alla scelta di vernici ad acqua o a solvente. Si tratta molto semplicemente di considerazioni personali, basate sull’esperienza maturata nel corso degli anni, che pensiamo possano essere utili a chi vuole sapere qualcosa in più sui trattamenti che utilizziamo per i nostri prodotti, o a chi in generale è incuriosito dall’argomento.

VERNICE AD ACQUA O A SOLVENTE?

Fin dall’inizio della nostra attività, abbiamo scelto di utilizzare solo ed esclusivamente vernici naturali (olio e gommalacca per i primi modelli) o a base acqua. Questo per due semplicissime ragioni: salute e ambiente. Nonostante i prodotti ad acqua non siano esenti da rischi legati ad entrambi gli aspetti e necessitino ovviamente di un uso e di uno smaltimento adeguato, è indubbio che rispetto ai prodotti a solvente, l’impatto è decisamente ridotto.

Di contro però la resa delle vernici a solvente è superiore senza alcun dubbio, e per compensare questo gap ci sono volute molte prove, molti campioni con diverse combinazioni di prodotti e... molte ore di lavoro!

LUCIDO O SATINATO?

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In breve (brevissimo!), la verniciatura si divide in due fasi: fondo e finitura.

Il fondo è una vernice con un buon potere riempitivo e che deve potersi carteggiare bene. Ha la funzione di isolare il legno, deve “aggrappare” bene sul supporto e deve far sì che la finitura aggrappi bene a sua volta.


La finitura ha una funzione puramente estetica. La finitura satinata o quella 0 gloss (c’è ma non si vede) non comportano grossi problemi, spesso il poro del legno viene volutamente lasciato aperto proprio per far sì l’essenza mantenga un aspetto naturale, e questo, ovviamente, non viene percepito come un difetto. Spesso bastano una o due mani di fondo e una di finitura. Stop.

E’ con il lucido che arrivano i problemi!

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Per ottenere una buona finitura lucida (90-100 gloss), il poro deve essere completamente chiuso e la superficie deve essere assolutamente priva di difetti. Sono necessarie quindi molte mani di fondo e, se i prodotti poliuretanici o poliestere hanno un ottimo potere riempitivo e un’ottima trasparenza, le vernici a base acqua sono più “carenti” in questo senso. Anche in fase di finitura le cose si complicano: le finiture a solvente sono molto più dure e si riescono a lucidare con molta più facilità.

ACCETTARE LA SFIDA!

Il ciclo ad acqua è decisamente più lungo e complicato: il fondo è meno riempitivo, se dato troppo spesso tende a “sbiancare” lasciando delle chiazze sul fusto, tende a “calare” molto, quindi anche a distanza di giorni, difetti che pensavamo di aver eliminato, tornano a farsi vedere a causa dell’evaporazione del prodotto, le finiture sono meno lucide e, in teoria, non dovrebbero neanche essere lucidate con paste abrasive perché molto più morbide rispetto alle finiture poliuretaniche/poliestere. Una vera sfida! Per intenderci: gli stessi fornitori di vernici sconsigliano le vernici ad acqua per questo tipo di finitura.


La buona notizia, però, è che con molta pazienza, con un buon mix di prodotti e rispettando i tempi di asciugatura dei vari strati (e con una buona dose di magia nera...) si possono ottenere dei risultati assolutamente stupefacenti e che nulla hanno da invidiare a quelli ottenuti con vernici a solvente. Non ci credete? Date un’occhiata al breve video qui sopra...